| La 57° edizione del Premio Michetti
dal titolo "Laboratorio Italia" è stata definita
dai diversi critici e operatori di settore presenti all'inaugurazione
il "Padiglione Italia risorto", per sottolineare
l'ingiustificata assenza nel 2005 a Venezia delle opere di artisti
italiani. L'edizione odierna coincide con il sessantesimo anniversario
del Premio, ed è la mostra più consistente degli
ultimi vent’anni. Il grandioso evento ha coinvolto oltre
100 artisti con più di 300 opere, e riscosso
alla sola inaugurazione un successo di pubblico straordinario:
critici, giornalisti e visitatori si sono trovati entusiasti
per la ricchezza e l'articolazione delle proposte, che hanno
restituito un'ampia visione del panorama artistico italiano
contemporaneo. L'eccezionale risultato si deve al connubio tra
l'audacia nella gestione della manifestazione da parte della
Fondazione Michetti, con presidente Vincenzo Centorame,
e l'originale quanto calzante classificazione etnico-antropologica
del curatore Philippe Daverio.
La giuria era composta da Arturo Schwarz, storico
gallerista e teorico delle avanguardie, dal dadaismo al surrealismo
al neodadaismo, grande amico di Marcel Duchamp del quale ha
curato il catalogo generale, responsabile del rilancio della
figura di Man Ray, gallerista di Gianfranco Baruchello e Shusaku
Arakawa; Elmar Zorn, già responsabile della
cultura di Monaco di Baviera, direttamente coinvolto nelle
avanguardie concettuali e politiche della Germania postbellica;
Oliviero Toscani, noto fotografo che opera dalla grande
cronaca alla pubblicità vissuta nella sua declinazione
più provocatoria; oltre al sopra citato presidente
Vincenzo Centorame e ad Antonio D'Argento segretario generale
del Premio.
Ha quindi sorpreso molto il fatto che tre giurati di profonda
cultura avanguardistica abbiano attribuito i premi vincitori
a veri e propri pittori, in un momento nel quale le ultime
avanguardie stanche continuano ad indicare questa forma espressiva
come obsoleta.
I premiati ex-aequo Maya Kokocinski Molero e Nicola
Samorì, ed i vincitori dei premi correlati Alejandro
Kokocinsky, Luca Leonelli e Stefano Di Stasio, rappresentano
dunque, con le proprie opere pittoriche, un'espressione altamente
significativa dell'arte italiana d'oggi.
Il Premio Michetti è stato inoltre arricchito dalle
1.300 opere in mini formato della mostra 13x17www.padiglioneitalia,
manifestazione itinerante già sostenuta dallo stesso
Philippe Daverio, in occasione dell'assenza dell'Italia alla
Biennale di Venezia del 2005, e quindi riallestita per offrire
un'ulteriore istantanea dell'arte italiana dei nostri giorni.
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