Luca Leonelli Premio Michetti


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"Giano" 1999
olio su tela
cm 135x180

Premio acquisto per la collezione permanente
della Fondazione Michetti
Giano
"Grande polpo" 1993
olio e acquerello su tela
cm 150x200
"Barocco rosso" 1989
olio e tempera su tela
cm 150x200
"S. Gerolamo in interno" 1991
olio e tempera su tela
cm 150x200
S.Gerolamo in interno

"Grande nudo" 1993
olio su tela
cm 150x200
Grande nudo
"That’s all" 2002
olio su tela
cm 100x80
"Nudo stretto" 2000
olio su tavola
cm 42x150
La 57° edizione del Premio Michetti dal titolo "Laboratorio Italia" è stata definita dai diversi critici e operatori di settore presenti all'inaugurazione il "Padiglione Italia risorto", per sottolineare l'ingiustificata assenza nel 2005 a Venezia delle opere di artisti italiani. L'edizione odierna coincide con il sessantesimo anniversario del Premio, ed è la mostra più consistente degli ultimi vent’anni. Il grandioso evento ha coinvolto oltre 100 artisti con più di 300 opere, e riscosso alla sola inaugurazione un successo di pubblico straordinario: critici, giornalisti e visitatori si sono trovati entusiasti per la ricchezza e l'articolazione delle proposte, che hanno restituito un'ampia visione del panorama artistico italiano contemporaneo. L'eccezionale risultato si deve al connubio tra l'audacia nella gestione della manifestazione da parte della Fondazione Michetti, con presidente Vincenzo Centorame, e l'originale quanto calzante classificazione etnico-antropologica del curatore Philippe Daverio.

La giuria era composta da Arturo Schwarz, storico gallerista e teorico delle avanguardie, dal dadaismo al surrealismo al neodadaismo, grande amico di Marcel Duchamp del quale ha curato il catalogo generale, responsabile del rilancio della figura di Man Ray, gallerista di Gianfranco Baruchello e Shusaku Arakawa; Elmar Zorn, già responsabile della cultura di Monaco di Baviera, direttamente coinvolto nelle avanguardie concettuali e politiche della Germania postbellica; Oliviero Toscani, noto fotografo che opera dalla grande cronaca alla pubblicità vissuta nella sua declinazione più provocatoria; oltre al sopra citato presidente Vincenzo Centorame e ad Antonio D'Argento segretario generale del Premio.
Ha quindi sorpreso molto il fatto che tre giurati di profonda cultura avanguardistica abbiano attribuito i premi vincitori a veri e propri pittori, in un momento nel quale le ultime avanguardie stanche continuano ad indicare questa forma espressiva come obsoleta.
I premiati ex-aequo Maya Kokocinski Molero e Nicola Samorì, ed i vincitori dei premi correlati Alejandro Kokocinsky, Luca Leonelli e Stefano Di Stasio, rappresentano dunque, con le proprie opere pittoriche, un'espressione altamente significativa dell'arte italiana d'oggi.

Il Premio Michetti è stato inoltre arricchito dalle 1.300 opere in mini formato della mostra 13x17www.padiglioneitalia, manifestazione itinerante già sostenuta dallo stesso Philippe Daverio, in occasione dell'assenza dell'Italia alla Biennale di Venezia del 2005, e quindi riallestita per offrire un'ulteriore istantanea dell'arte italiana dei nostri giorni.